Capecchi (FdI): “Prorogati i termini di edilizia e urbanistica”

Approvate in consiglio regionale due proposte di legge per prorogare le misure straordinarie per recupero e riqualificazione patrimonio esistente e per estendere i termini di approvazione delle varianti

NewTuscia – FIRENZE – Riceviamo e pubblichiamo. «È con soddisfazione che posso annunciare l’approvazione di due proposte di legge, una relativa alla proroga dei termini fino al 31 dicembre 2022 per il rilascio dei permessi edili finalizzati al recupero e alla riqualificazione del patrimonio esistente, un’altra, invece, relativa alla proroga di 18 mesi per i procedimenti di pianificazione territoriale e urbanistica; entrambe approvate all’unanimità sia in commissione Ambiente che durante l’ultima seduta del Consiglio regionale». Lo afferma il consigliere regionale FdI e vicepresidente della commissione Urbanistica Alessandro Capecchi.

«Nel primo caso si vuole intervenire a sostegno del settore costruzioni, fortemente provato dalla pandemia – spiega Capecchi – la commissione e il consiglio hanno dunque licenziato all’unanimità la proposta di legge per favorire interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e del tessuto urbano. In particolare l’intervento normativo proroga al 31 dicembre 2022 le misure straordinarie già previste con legge regionale 24 del 2009, che recepiva il Piano Casa dell’allora Governo Berlusconi».

«Il secondo atto è pensato per agevolare le amministrazioni comunali che si trovano in difficoltà a rispettare i termini della pianificazione territoriale e urbanistica – continua il vicepresidente della commissione Urbanistica -. L’approvazione delle varianti al piano strutturale e al regolamento urbanistico slitta così dal 30 giugno 2020 – dopo che su mia iniziativa i termini erano già stati prorogati di 6 mesi – al 30 giugno 2021. Slittano inoltre di 18 mesi i termini dei procedimenti di formazione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, previsti dalla legge 65 del 2014, avviati entro la fine dell’anno corrente. Ciò per consentire una reale ed effettiva partecipazione dei cittadini alla costruzione di atti complessi, che disegnano lo sviluppo dei territori per gli anni a venire».

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