IV Commissione Consiliare cultura – Etica delle Arti Marziali

NewTuscia Umbria – Perugia – La IV commissione consiliare, cultura, presieduta da Michele Cesaro, ha trattato nel corso della seduta odierna due odg. Il primo inerente all’etica delle arti marziali.

E’ stato discusso l’Ordine del giorno urgente presentato dai consiglieri Vignaroli  di Progetto Perugia, Pici di Perugia Civica e Valigi della Lega su etica delle arti marziali.

Partendo dagli episodi di cronaca nera accaduti nei giorni scorsi dapprima a Bastia e poi a Colleferro, gli istanti ritengono evidente che la violenza costituisce un problema di salute pubblica nazionale; risulta – hanno spiegato i tre consiglieri –  di fondamentale importanza riconoscere quei soggetti con tendenza a comportamenti aggressivi, con particolare attenzione al circuito delle arti marziali, intervenendo in un’ottica di prevenzione ed educazione al rispetto delle regole che disciplinano “il nostro vivere insieme”. 

Infatti la caratteristica principale che “dovrebbe” contraddistinguere la disciplina delle arti marziali è il rispetto delle regole, dell’avversario e più in generale degli altri. È quindi di fondamentale importanza, in tutti i contesti di aggregazione sociale-giovanile, educare al rispetto e insegnare che la violenza non può essere un mezzo di potere per raggiungere i propri scopi a discapito dell’altro, né tanto meno essere un modo per esprimere e sfogare la propria frustrazione.

Vi è quindi la necessità di incoraggiare i servizi della salute e della comunità perugina ad assumere un ruolo più attivo nel contrastare la violenza (spesso prevenibile) e le sue conseguenze. 

È, inoltre, assolutamente incontestabile il fatto che in capo all’istruttore ci sia la responsabilità morale ed etica che i suoi allievi sappiano come usare i suoi insegnamenti per far sì che le abilità che apprendono servano a  formare cittadini sicuri, che si mettano al servizio dei più deboli e che non approfittino delle capacità sportive acquisite per esercitare abusi su altri, ma che anzi sappiano essere d’esempio per altri giovani e che possano essere presi come modello di  riferimento etico.

Tutto ciò premesso gli istanti chiedono di impegnare l’Amministrazione:

-A far sottoscrivere a tutti i gestori e/o istruttori e/o maestri una carta di responsabilità che permetta di isolare quei giovani che tengono comportamenti non lineari e non rispondenti alle caratteristiche enunciate e allontanarli dagli impianti. 

-A pubblicizzare e promuovere la diffusione e l’adesione di questo impegno di responsabilità tra il circuito delle palestre di arti marziali. 

Tale impegno potrebbe presupporre la possibilità per tutti i maestri e/o istruttori di arti marziali di comunicare, a fine corso, alla Autorità di Pubblica Sicurezza e alle Federazioni competenti, i nominativi degli allievi praticanti con un giudizio “tecnico” di attitudine al rispetto della disciplina, al rispetto delle regole e degli altri in generale.   

-Di utilizzare i referenti delle palestre per promuovere, tra gli atteggiamenti di protezione personale che contraddistinguano l’atteggiamento difensivo, anche azioni di promozione – ad esempio uno spot audiovideo – dell’utilizzo della mascherina in questo periodo di emergenza covid, facendo comprendere attraverso la sensibilizzazione dell’ambiente sportivo che sapersi difendere se stessi e gli altri implica un concetto più vasto che imparare le arti marziali.

Questo il testo della carta della responsabilità:

1 – la forza fisica, usata al di fuori delle regole, è indicazione di debolezza e insicurezza di sé 

2 – si è ciò che si fa

3 – il nostro comportamento ci identifica 

4 – la violenza è una scelta, si può scegliere di non esercitarla

5 – i tuoi comportamenti hanno conseguenze

6 – sei responsabile di ciò che fai 

7 – gli altri vanno sempre rispettati, anche ora usando la mascherina. Se proteggi te proteggi loro 

8 – non rispondere a provocazioni 

9 –gli altri i “diversi” sono uguali a te

10 – insieme si è più forti

Ampio ed articolato il dibattito aperto dall’intervento dell’assessore Clara Pastorelli. Quest’ultima ha sottolineato che lo spirito dell’odg è condivisibile perché mira a supportare i nostri giovani nel loro percorso formativo; tuttavia occorre tenere conto del fatto che il mondo dello sport ha una sua struttura istituzionale (Coni, federazioni, ecc.) che impone regole e documenti di comportamento. E’ quindi giusto, prima di attivare il processo proposto nell’odg, ascoltare le voci dei rappresentanti del mondo sportivo  per capire le modalità ed i limiti entro cui ci si può muovere. Nulla osta, ovviamente, a che l’Amministrazione si faccia portavoce di campagne di informazione volte a sollecitare al rispetto di comportamenti adeguati nelle varie pratiche sportive.

Due le audizioni in programma oggi. A parlare sono stati il Maestro Vitaliano Sestito, titolare di una palestra per arti marziali, ed Alessio Gaggioli, tecnico di pugilato e titolare di una palestra. Entrambi hanno evidenziato che le federazioni producono i documenti di comportamento, ma poi spetta agli istruttori educare gli atleti. Per essere istruttori, peraltro, occorre avere le caratteristiche adatte e seguire specifici percorsi di formazione.

Ciò che si deve fare, in un periodo complesso come quello attuale, è creare una sorta di rivoluzione educativa che parta dalle scuole.

A portare il suo contributo alla discussione è stato poi l’assessore Leonardo Varasano, il quale ha tenuto a sottolineare come la società oggi è carente di due valori: la responsabilità e l’autocontrollo. Si tratta di valori che rientrano in un percorso educativo generale che è diventato sempre più impellente alla luce dei fatti di cronaca nera occorsi in tempi recenti. La violenza sfociata nelle aggressioni mortali – ha ribadito Varasano – non è soltanto fisica ma è il frutto di un linguaggio verbale violento che anima sempre di più i social network e la vita di tutti i giorni, accompagnandosi ad un evidente decadimento culturale e valoriale.

Per questo le istituzioni, politiche e sportive, devono lavorare a stretto contatto per diffondere valori e linguaggi differenti, proponendo nelle discipline messaggi positivi.

Ben venga, dunque, l’adesione all’odg e alla carta di responsabilità che ha la finalità di combattere la violenza ricordando che le discipline marziali sono vere e proprie arti.

Il consigliere della Lega Alessio Fioroni ha rimarcato che i recenti eventi di cronaca nera non hanno nulla a che vedere con le arti marziali e gli sport da combattimento, visto che riguardano atteggiamenti violenti legati ad una cultura sbagliata, amplificata dall’uso scorretto dei social network. Fioroni ha precisato che gli sport da combattimento sono tutt’altro rispetto alla violenza, visto che insegnano valori come la misura ed il controllo.

Arrivando all’odg, Fioroni ne ha condiviso lo spirito, ma ha evidenziato alcune criticità nel dispositivo. La prima riguarda la stesura di una carta della responsabilità, documento attuabile solo dopo apposita concertazione con le federazioni e gli organismi sportivi, onde coniugarsi con i già esistenti codici di comportamento. Altra perplessità riguarda l’impegno richiesto agli istruttori di arti marziali di comunicare all’autorità di pubblica sicurezza i nominativi degli allievi praticanti con un giudizio “tecnico” di attitudine, perché ciò rischia di violare la privacy delle persone e di dar spazio ad un’eccessiva discrezionalità.

D’accordo con quanto detto da Fioroni e Valigi si è espressa la capogruppo Pd Sarah Bistocchi, a parere della quale l’odg ha alcuni punti di forza ed altri di debolezza. Il principale punto di forza è certamente l’intenzione posta alla base della proposta ed il forte legame dell’atto con l’emergenza in atto. In merito agli episodi di cronaca nera di Colleferrro, Bistocchi ha però chiarito che essi non hanno la genesi nelle palestre e nelle arti marziali, ma nell’odio razziale e nella cultura fascista. Per questo la politica deve avere in questo percorso culturale un ruolo di primo piano.

Quanto ai punti di debolezza dell’odg, Bistocchi ha posto l’accento sul percorso seguito ritenendo che non si possa prescindere da un confronto con associazioni e federazioni sportive. Infine la capogruppo ha chiesto all’assessore Pastorelli di accelerare il percorso di costituzione della consulta dello sport.

Per Nicola volpi (Progetto Perugia) l’iniziativa è lodevole e va condivisa pienamente.

Partendo da una esperienza personale di judoka, Volpi ha confermato che in Italia sono in essere alcuni progetti educativi e sociali, legati allo sport, che si pongono l’obiettivo di togliere i ragazzi con problemi dalla strada e alla malavita.

Lo sport, infatti, ha il compito di contribuire a creare le persone e non necessariamente campioni.

Nel concordare con Fioroni e Bistocchi, Volpi ha però evidenziato che non basta far sottoscrivere una carta di responsabilità, quanto lavorare per costruire e realizzare un progetto educativo a 360 gradi insieme alle istituzioni interessate.

I proponenti l’odg, in replica, hanno manifestato condivisione per la proposta di audire i rappresentanti di Coni e Federazioni sportive, ritenendo utile concordare i passaggi del percorso illustrato nell’atto. Tutti hanno ritenuto che la politica, nella materia oggetto di discussione, debba assumere un ruolo primario, fornendo gli strumenti, ma altresì diventando un esempio positivo per i giovani.

 

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