La risposta di Enrico Melasecche all’ex assessore Paparelli sull’alluvione ad Avigliano ed altri comuni

NewTuscia Umbria – Perugia – Terni – La risposta all’ex assessore Paparelli sull’alluvione ad Avigliano ed altri comuni.

PAPARELLI PERDE IL PELO MA, NON IL VIZIO, ATTACCA A TESTA BASSA MA FINISCE SEMPRE COME WILLY IL COYOTE”. Questa è l’incipit di una risposta di Enrico Melasecche, assessore regionale alla Protezione Civile, ad alcune affermazioni dell’ex assessore allo sviluppo economico della regione Paparelli.

“L’ex assessore allo sviluppo economico della Regione (e che sviluppo!) In evidente crisi di astinenza, torna come di consueto alla calunnia gratuita quanto offensiva. Con il solito fare elegante attacca direttamente il sottoscritto strumentalizzando l’alluvione che ha colpito alcuni mesi fa la zona dell’Amerino con tutta una serie di affermazioni totalmente destituite di fondamento. 1)- Dichiara che il sottoscritto ‘non ha mosso un dito per far dichiarare lo stato di calamità naturale’. Dovrebbe arrossire di vergogna perché ho curato io stesso la lettera che la Presidente Tesei ha inviato al Dipartimento Nazionale protezione Civile proprio chiedendo quel riconoscimento e la nostra Direzione sta oggi provvedendo ad istruire tutta la documentazione presentata dai sindaci per poterla inviare a Roma. 2)- Nulla avrei fatto “per far stanziare un euro dalla Regione a favore dei Comuni di Avigliano, Montecastrilli, Acquasparta, Sismano, Castel dell’Aquila e Amelia”. A parte gli “orrori” geografico amministrativi, gravi per un insegnante, confondendo le frazioni con i comuni, ma tale è la foga di denigrare che non si è premurato neanche di chiedere ai sindaci ciò che solo lui non sa. La verità è che il sottoscritto, avendo ripetutamente posto il problema in giunta, ha ottenuto che nell’imminente assestamento di bilancio venisse stanziata la somma di 500.000 €, considerato che lo stesso Paparelli nulla aveva messo per eventi calamitosi di questo genere nel proprio bilancio triennale 2019-21. Ma il nostro, per la solita ansia da prestazione nasconde alcuni dettagli di non poco conto: 1)- la giunta che lo ha visto autorevolissimo membro non ha mai approvato una legge regionale per la Protezione Civile per far fronte a queste situazioni che sempre più di frequente colpiscono aree del nostro territorio e chi ha un minimo di conoscenza del settore sa che casi del genere rientrano esattamente nella fascia di interventi che la legge nazionale pone a carico delle regioni. Come fa l’Umbria ad affrontare tali eventi se dopo 49 anni di gestione della sinistra non è stata ancora approvata nonostante  tale settore, insieme a quello del volontariato, necessiti da troppi anni di una indispensabile regolamentazione? 2)- affermare poi fatti palesememte falsi è sgradevole per chi esercita un mandato elettivo ma nel caso di Paparelli lo è ancor più quando attacca proditoriamente un avversario politico, nascondendogli ciò che scrive dopo averlo “bannato” dal proprio profilo per impedirgli di difendersi. Un tempo quando la cavalleria anche in politica era un tratto distintivo si incrociavano i fioretti argomentando al meglio. Oggi lui colpisce alle spalle nella speranza di tornare a sgovernare l’Umbria e le nostre città. Quanto agli abitanti di quei Comuni confermo non solo l’impegno di proseguire l’interlocuzione con il Governo  cercando di ottenere per loro un riconoscimento del danno subito (avrebbe potuto esercitarsi lui con il Governo PD-M5S favorendo una conclusione positiva della nostra richiesta) ma ribadisco la erogazione di quella somma, certamente insufficiente,  ma che, rispetto al nulla precedente e tenuto conto delle difficoltà di bilancio rappresenta il massimo che si è potuto stanziare. Quanto alla legge regionale sulla Protezione Civile e le calamità naturali sarà la giunta di centro destra a portarla in consiglio ovviando alla grave carenza che abbiamo trovato affinchè la solidarietà fra territori regionali diventi realtà operativa e non tardiva quanto perdente campagna elettorale. Chiedere in consiglio regionale quale portavoce dell’opposizione una agognata considerazione mentre sui social si arringano i propri amici diffondendo volgari menzogne rappresenta un tipo di patologia di coloro che non hanno a distanza di un anno elaborato il lutto della sconfitta. Esiste però un vaccino”

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